DONA NOBIS PACEM

nulla è perduto con la pace. tutto è perduto con la guerrra

DONA NOBIS PACEM

Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra

Brani musicali e testi letterari di autori di tutti i tempi ispirati al dono della pace,
che cantano il dolore della guerra e la speranza della riconciliazione tra i popoli.

Dona Nobis Pacem non è soltanto un concerto ma vuole essere un itinerario di ascolto, meditazione e riflessione – per laici e credenti – attorno a una delle domande più urgenti e universali dell'esperienza umana: la pace.

Attraverso l'intreccio tra parola e musica, il programma propone un percorso che attraversa i secoli, le culture e le tradizioni spirituali, dando voce a uomini e donne che, in tempi diversi, hanno conosciuto la guerra, ne hanno denunciato gli orrori e hanno continuato a credere nella possibilità della riconciliazione.

Le pagine letterarie e poetiche di alcuni tra i più grandi testimoni del pensiero umano dialogano con la musica di illustri compositori che hanno saputo tradurre in suono il dolore, la speranza, la preghiera e l'attesa di un mondo più giusto e in pace.

Il titolo, Dona nobis pacem (Donaci la pace), riprende l'antica invocazione della liturgia cristiana, l'invocazione finale dell'Agnello di Dio (Agnus Dei) che viene cantata o recitata durante la frazione del pane e che, in italiano, recita: Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace. Una supplica che attraversa i secoli senza perdere la sua attualità. Oggi, mentre nuove guerre insanguinano il mondo e milioni di persone vivono le conseguenze della violenza, questa invocazione risuona con una forza ancora più intensa, ricordandoci che la pace non è soltanto assenza di conflitto, ma costruzione quotidiana di giustizia, dialogo, fraternità e rispetto della dignità di ogni persona.

Il sottotitolo, Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra, riprende una famosa espressione contenuta nel radiomessaggio di Pio XII del 24 agosto 1939, con il quale si rivolgeva ai governanti ed ai popoli nell'imminente pericolo della guerra ricordando che "è con la forza della ragione, non con quella delle armi, che la Giustizia si fa strada".

Le brevi note raccolte in questo libretto desiderano accompagnare l'ascoltatore nella comprensione dei testi e dei brani musicali che compongono il programma, offrendo alcune chiavi di lettura per coglierne il contesto storico, il significato artistico e il valore umano e spirituale. Non si tratta tuttavia di spiegazioni esaustive, ma di semplici inviti all'ascolto: sarà la forza evocativa delle parole e della musica a completare il cammino interiore di ciascuno.

Che questo percorso possa diventare per tutti un'occasione di silenzio, memoria e speranza; uno spazio in cui riconoscere le ferite del nostro tempo e, al tempo stesso, riscoprire la responsabilità personale e collettiva di essere, ciascuno nel proprio quotidiano, autentici costruttori di pace.

il programma musicale prevede brani che rappresentano il tema della pace (del dolore e della speranza) attraverso la storia della musica da autori classici a moderni e contemporanei (Léon Boëllmann, Edward Elgar, Théodore Dubois, Hugo Distler, Samuel Barber, Johannes Brahms, John Tavener, Franz Liszt e Johann Sebastian Bach).

I testi - oltre a qualche citazione biblica e del magistero di papa Francesco e papa Leone XIV - riprendono le testimonianze letterarie, poetiche o documentali storiche di autori laici, non necessariamente credenti, che ci hanno lasciato sul tema della pace (Salvatore Quasimodo, Tucidide, Lev Tolstòj, Giuseppe Ungaretti, Takashi Nagai, Bertolt Brecht, Erasmo da Rotterdam e Francesco d'Assisi,)

Il concerto-meditazione è eseguito all'organo (o in mancanza alla tastiera elettronica) con l'ausilio di uno o due lettori locali o eventualmente con la partecipazione di un attore professionista per la lettura dei testi.