Le sette ultime parole di Cristo dalla Croce

Le sette ultime parole di Cristo dalla Croce

Musica instrumentale sopra le sette ultime parole del nostro Redentore in croce ovvero sette Sonate con una Introduzione ed alla fine un Terremoto

musica di Franz Joseph Haydn

Nei racconti della Passione di Cristo, narrata ampiamente dagli evangelisti, la tradizione ha selezionato una manciata di parole del Crocifisso, le ultime che egli pronuncia mentre è inchiodato sulla croce. Nella redazione greca dei Vangeli, si tratta di sole sette frasi composte di 41 parole, compresi gli articoli e le particelle, che hanno ricevuto una titolatura codificata: Le sette ultime parole di Cristo in croce. Sette frasi brevissime, come un soffio che esce dalle labbra di Gesù morente sulla croce. Eppure, la loro densità è tale da aver sollecitato nei secoli un'imponente riflessione teologica e spirituale e da aver conquistato anche la cultura occidentale che s'interroga sul mistero universale dell'esistere, del soffrire, del morire e di come sperare.

Nel corso del XVI secolo questo specifico momento della Passione finì per diventare musicalmente autonomo. Il genere Sette Parole, per quantità di produzione, è assai inferiore al genere Passio nei secoli XVI e XVII, mentre divenne di grande interesse a partire dalla fine del Settecento e soprattutto nel Novecento e ai giorni nostri. La versione più nota è quella di Haydn, composta nel 1786 su commissione di don José Sáenz de Santa María per le celebrazioni del Venerdì Santo nella chiesa della Santa Cueva di Cadice, ove si teneva una particolare cerimonia in occasione dei riti cristiani della Passione.

«Mi fu chiesto da un canonico di Cadice, in Spagna – scrive lo stesso Haydn all'editore Breitkopf & Härtel nella lettera che accompagnava la partitura – di comporre della musica per Le sette ultime Parole del Nostro Salvatore sulla croce. Nella cattedrale vi era una tradizione che il Venerdì Santo, a mezzogiorno, le porte venivano chiuse e aveva inizio una cerimonia. Dopo una breve funzione il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava la prima delle sette parole tenendo un discorso su di essa. Dopo di che, scendeva dal pulpito e si prosternava davanti all'altare. Questo intervallo di tempo era riempito dalla musica. Allo stesso modo il vescovo pronunciava poi la seconda parola, poi la terza e così via, e la musica seguiva al termine ogni discorso. La musica da me composta dovette adattarsi a queste circostanze e non fu facile scrivere sette Adagi senza annoiare gli ascoltatori…» (F.J. Haydn).


Haydn ha sempre considerato Le sette ultime parole di Cristo dalla Croce come uno dei suoi lavori migliori. Haydn rimase come travolto da queste parole e dalla musica che aveva creato. Infatti, se allora aveva preparato un'esecuzione orchestrale, poi la farà diventare quartetto, poi ancora la trasformerà in un solenne oratorio. La versione per organo che ascolteremo questa sera si basa su una partitura per tastiera dello stesso Haydn. Tra le tante definizioni, Le Sette ultime Parole sono state descritte come l'«equivalente sonoro delle pitture e delle sculture delle chiese rococò dell'Europa cattolica, il cui scopo era quello di indurre al pentimento e alla pace dello spirito».

Per favorire l'ascolto delle Sonate composte da Haydn è possibile seguire lo scandire delle Sette parole con la lettura delle brevi didascalie fornite sul libretto di sala e tratte dal commento spirituale di Anna Maria Canopi (da Le sette parole di Gesù in croce. Meditazione e preghiera, Edizioni Paoline, 2009), fondatrice e prima badessa dell'abbazia benedettina nell'isola di San Giulio, sul lago d'Orta (Novara), e dalle note musicologiche di Riccardo Muti (contenute in Le sette parole di Cristo. Dialogo con Massimo Cacciari, Il Mulino, 2020), famoso direttore musicale di prestigiose orchestre internazionali, che ha eseguito in più occasioni la versione per orchestra delle Sette parole.

Il libretto di Sala è arricchito da una parte dell'intervento del Card. Gianfranco Ravasi a commento dell'esecuzione di Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce con il Quartetto Kuijken, la voce recitante di Omero Antonutti, il 21 marzo 1995 nella Basilica di San Vincenzo in Prato (Milano).

Qui una esecuzione delle Ultime sette parole di Cristo in Croce, in occasione delle celebrazioni per il 200esimo anniversario della morte di Haydn (2009), registrazione presso l'Oratorio de la Santa Cueva in Cadice (Andalusia). Le Concert des Nations diretto da Jordi Savall.