Storia e significato    dell'inno Olimpico

03.02.2026

Una musica tra mito e universalismo

Ne avrete notato l'esistenza per la prima volta alla cerimonia di presentazione al Capo dello Sato dei Giochi Olimpici, tenutosi al Teatro alla Scala la sera del 2 febbraio, ma tra i molti simboli che definiscono i Giochi Olimpici – la fiamma, i cerchi, il giuramento – ce n'è uno meno discusso ma di enorme forza evocativa: l'Inno Olimpico. Non è solo una composizione cerimoniale, ma è un vero manifesto musicale dell'ideale olimpico, in cui storia, classicismo e spiritualità civile si fondono.

Le origini: Atene 1896

L'Inno Olimpico nasce in occasione dei primi Giochi Olimpici dell'era moderna, svoltisi ad Atene nel 1896. Non è un dettaglio secondario: la rinascita delle Olimpiadi avvenne consapevolmente nel luogo che ne aveva dato origine più di duemila anni prima. Serviva una musica che fosse all'altezza di questo ponte simbolico tra antichità e modernità.

Il testo fu affidato a Kostis Palamas (1859–1943), il poeta più autorevole della Grecia di fine Ottocento, mentre la musica venne composta da Spyridon Samaras (1861–1917), autore già affermato nel panorama operistico europeo. La prima esecuzione avvenne allo Stadio Panatenaico, interamente ricostruito in marmo, davanti a un pubblico che assisteva non solo a una competizione sportiva, ma a un evento carico di significato storico e culturale.

Analisi musicale

Dal punto di vista stilistico, l'inno si colloca nel tardo Romanticismo europeo. La scrittura di Samaras è solenne, corale, priva di virtuosismi individuali: la musica non deve brillare, ma elevare. L'andamento è maestoso, con frasi ampie e una progressione armonica che suggerisce stabilità e trascendenza.

Non è una musica marziale, né trionfalistica. Piuttosto, è una musica rituale, pensata per accompagnare un gesto collettivo. In questo senso, l'inno funziona quasi come una liturgia laica: introduce lo spettatore in uno spazio simbolico separato dal quotidiano.

Il testo: lo "spirito immortale"

Il poema di Palamas si apre con un'invocazione diventata celebre: lo "spirito immortale dell'antichità".

Antico spirito immortale,
fonte pura del bello, del grande e del vero,
scendi, appaiati e splendi qui attorno
a' la gloria della terra e cielo tuoi.

Non si tratta di nostalgia archeologica, ma di una chiamata ai valori universali che la Grecia classica rappresenta: armonia, bellezza, misura, verità.

Lo sport, nel testo, non è fine a sé stesso. È strumento di educazione morale e di pace tra i popoli. Questa visione riflette perfettamente l'utopia di Pierre de Coubertin, per il quale le Olimpiadi dovevano essere un mezzo di dialogo internazionale, non una semplice competizione.

Da inno occasionale a simbolo ufficiale

Curiosamente, l'Inno Olimpico non divenne subito ufficiale. Per decenni, ogni edizione dei Giochi utilizzò musiche diverse. Solo nel 1958, il Comitato Olimpico Internazionale adottò formalmente l'inno di Samaras e Palamas come inno ufficiale dei Giochi Olimpici.

Da allora, viene eseguito in diverse occasioni: durante la cerimonia di apertura, mentre si issa la bandiera olimpica e nella cerimonia di chiusura; oppure in eventi istituzionali legati al CIO come quello dell'altra sera a Milano per i Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026.

Se non viene eseguito nella versione esclusivamente strumentale, tradizionalmente è cantato in greco, anche quando i Giochi si svolgono altrove: una scelta che rafforza il legame simbolico con le origini.

Un inno fuori dal tempo

In un'epoca dominata da colonne sonore spettacolari e da logiche mediatiche, l'Inno Olimpico colpisce per la sua sobrietà. Non cerca l'effetto immediato, ma la durata nel tempo e attraverso i tempi. Non appartiene a una nazione, a uno stile o a un momento storico preciso.

È proprio questa qualità a renderlo sempre attuale: l'Inno Olimpico non celebra la vittoria, ma l'aspirazione. Non l'atleta singolo, ma l'umanità che si misura con sé stessa.

Ed è forse per questo che, a oltre un secolo dalla sua composizione, continua a risuonare come qualcosa di più di una musica di cerimonia: un raro esempio di musica simbolica universale.

ascolta The Olympic Hymn - Ολυμπιακός Ύμνος - Inno Olimpico