I tanti nomi di Mozart
Del celebre compositore che tutti conosciamo come Wolfgang Amadeus Mozart ricorre il 270esimo compleanno. Infatti, Mozart nacque a Salisburgo il 27 gennaio 1756 con un nome molto più lungo e solenne: Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart. Questa forma latina e religiosa rifletteva le usanze dell’epoca, in cui ai bambini venivano attribuiti più nomi, spesso legati a santi e tradizioni familiari.
"Johannes Chrysostomus" richiama il santo del giorno della sua nascita (san Giovanni Crisostomo, 344/354 – 407, vescovo e teologo greco antico), mentre Wolfgangus era un nome di famiglia (che in tedesco significa "colui che cammina come un lupo"). Il quarto nome, Theophilus, di origine greca, significa "amato da Dio". Nel corso della vita, Mozart giocò spesso con questo nome, traducendolo e adattandolo in varie lingue.
In tedesco, Theophilus divenne Gottlieb, mentre in latino fu reso come Amadeus. Proprio questa versione, elegante e musicale, è quella che si è imposta nella storia. In molte lettere e documenti, però, Mozart firmava in modo informale, usando forme come Wolfgango Amadeo o Amadé o addirittura soprannomi scherzosi, a testimonianza del suo carattere vivace.
Il nome con cui lo ricordiamo oggi, Wolfgang Amadeus Mozart, è quindi una sorta di sintesi postuma e convenzionale, più che il suo vero nome di battesimo. Conoscere la forma completa ci permette di cogliere meglio il contesto culturale e religioso in cui nacque uno dei più grandi geni della musica.

Capire il vero nome di Mozart significa anche comprendere come, tra Settecento e Ottocento, la sua figura sia stata progressivamente mitizzata. Biografi, editori e musicologi hanno contribuito a fissare l’immagine del genio romantico, scegliendo la versione Amadeus perché più suggestiva e universale. Oggi, quando ascoltiamo le sue sinfonie, sonate e opere, raramente pensiamo a Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus, ma è proprio quella lunga sequenza di nomi a stare all’origine del mito.
In conclusione, il "vero" nome di Mozart è quello registrato all’anagrafe e nei documenti ecclesiastici, ma il nome con cui vive nella memoria collettiva è il risultato di traduzioni, adattamenti e scelte culturali. Due identità onomastiche per un solo, straordinario compositore.