Il primo costruttore di strumenti musicali

14.11.2025

Nobile romana convertita al cristianesimo che subì il martirio nel III secolo, Santa Cecilia è venerata come patrona dei musicisti, dei cantanti e dell'industria musicale. La sua figura è legata alla città di Roma e alla musica attraverso la leggenda che la descrive mentre "cantava nel suo cuore il suo voto di castità per il Signore" e suonavano gli strumenti musicali scritturati per il banchetto delle sue nozze con il nobile pagano Valeriano.

Ma il primo personaggio della tradizione biblica legato alla musica è molto più antico e lo troviamo nei primi capitoli della Bibbia, tra le prime generazioni del genere umano. Si tratta di Iubal (o Jubal, a seconda delle traduzioni), un discendente diretto di Caino, un pronipote, figlio di Lamech.

Iubal apparteneva ad una famiglia relativamente numerosa e molto industriosa. Aveva una sorella, Naama (che in ebraico significa "bella", "piacente") alla quale viene attribuita l'invenzione della filatura e della tessitura, e due fratelli: Tubalkàin, il fabbro, "padre di quanti lavorano il rame e il ferro" e Iabal, "padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame".

Di Iubal si dice che

"fu il padre di tutti i suonatori di Kinnor e di Ugab"

(Genesi 4, 17-23),

strumenti a corda e a fiato come la cetra e il flauto.

Secondo questa brevissima ed unica citazione biblica – di lui si perdono subito le tracce nel resto della Bibbia – la tradizione lo considera l'inventore della musica o comunque il primo costruttore di strumenti musicali, in particolare quelli a corda e a fiato. La figura di Iubal ha avuto un ruolo simbolico importante nelle interpretazioni successive, sia ebraiche che cristiane, e anche nella tradizione artistica.

Nella tradizione rabbinica, Iubal è considerato un pioniere delle arti musicali ma con una eredità spesso ambivalente: Come discendente di Caino, Iubal appartiene ad una linea che nella Bibbia è associata alla corruzione e alla violenza del mondo antico. I rabbini del Midrash lo descrivono come inventore di strumenti musicali, ma collegano la musica di Caino e dei suoi discendenti all'edonismo e alla decadenza morale che ha condotto al castigo del diluvio. In questo senso, Iubal rappresenta l'origine della musica profana, in contrasto con la musica sacra e liturgica che vedrà in Davide, il cantore ispirato da Dio e compositore dei Salmi. Nella lettura ebraica, Iubal è quindi un rappresentante dell'ingegno umano, ma anche di un'arte che si discosta e allontana dal servizio divino.

Nella tradizione cristiana medievale, Iubal è spesso menzionato come il "padre della musica", ma con due interpretazioni differenti. In continuità con la interpretazione negativa rabbinica, alcuni Padri della Chiesa (come Agostino e Isidoro di Siviglia) vedono in Iubal l'origine della musica mondana, la musica associata alla sensualità e alla distrazione dal culto di Dio. Isidoro di Siviglia, nelle Etymologiae (libro III), lo cita come "inventore della musica carnale", in opposizione alla musica spirituale degli angeli e dei santi.

Con l'Umanesimo, si sviluppa invece una visione più neutra o addirittura ammirata: Iubal diventa l'archetipo del genio musicale e della capacità creativa donata da Dio all'uomo. Alcuni commentatori mettono tra parentesi la discendenza da Caino e lo considerano un precursore di Davide o comunque una figura che prepara alla musica sacra. Nel pensiero cristiano, Iubal passa da essere simbolo della musica profana e sensuale a quello di un innovatore ispirato dal dono divino della creatività.

Non è impossibile trovare qualche raffigurazione di Iubal, specialmente in manoscritti medievali, cicli biblici, e arti figurative rinascimentali. In epoca medievale è spesso rappresentato come un giovane che suona una cetra, un'arpa o un flauto doppio. In epoca rinascimentale e barocca Iubal assume le caratteristiche del musicista ispirato, talvolta in abiti antichi, indicato in chiave allegorica come "padre della musica" tra i progenitori delle arti, intento a costruire strumenti musicali.

Nel basamento del campanile di Santa Maria del Fiore a Firenze, progettato e iniziato da Giotto nel 1334, si trova una ricca decorazione scultorea, costituita da ventisei formelle esagonali in marmo, scolpite a bassorilievo. La critica recente tende a ridurre l'intervento di Giotto alla sola progettazione della decorazione, poi eseguita da Andrea Pisano e aiuti. La sequenza delle scene raffigurate nelle formelle sviluppa il racconto per immagini del progresso dell'uomo attraverso le arti e le scienze: dalle prime attività rispondenti a bisogni naturali (lato ovest), alla raffigurazione dei mestieri che l'uomo ha perfezionato con il lavoro artigianale (lato sud), fino alle attività artistiche (lato est) e intellettuali (lato nord). In questo programma iconografico troviamo Pitagora presentato come inventore dell'Arte della Musica mentre Jubal è raffigurato mentre sta suonando un Keren, un antico strumento a fiato simile alla tromba e quindi considerato un artigiano, ideatore degli strumenti (vedi l'immagine in testa a questo articolo).

Sempre a Firenze, si trova un ricco ciclo di affreschi di Andrea di Bonaiuto (1365-1367) nell'antica sala capitolare della chiesa di Santa Maria Novella. La cappella assunse il nome attuale di Cappellone degli Spagnoli nel 1566, quando fu ceduta alla colonia di spagnoli che era solita radunarsi qui, sin dall'arrivo in città al seguito di Eleonora di Toledo, andata in sposa a Cosimo I dei Medici nel 1539. Vi si accede dal Chiostro Verde, ed oggi fa parte del Museo di Santa Maria Novella. Il tema del ciclo di affreschi – volta e pareti – è l'esaltazione dell'ordine domenicano, in particolare riguardo alla lotta dell'eresia per la salvezza della Cristianità. La parete di sinistra è titolata il Trionfo di san Tommaso d'Aquino.

L'affresco si sviluppa in due ampi registri sovrapposti. Al centro è l'immagine di San Tommaso d'Aquino fregiato delle classiche insignia magistralia: siede sulla sua magnifica cathedra magistralis di Doctor Angelicus e mostra il libro aperto su un versetto della Sapienza (7,7-8): Optavi et datus est mihi sensus, et invocavi et venit in me spiritus sapientie, et preposui illam regnis et sedibus (Pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza. La preferii a scettri e a troni). Sopra di lui sono raffigurate sette creature alate, personificazione delle tre virtù teologali e delle quattro virtù cardinali: la Fede, la Carità e la Speranza; e poi la Temperanza, la Prudenza, la Giustizia e la Fortezza, tutte dotate dei loro tradizionali attributi. Ai lati di Tommaso, identificati da scritte sulla predella, siedono su lunghe panche i grandi autori dei libri biblici dell'antico e del nuovo testamento: Giobbe, il re Davide, San Paolo, San Marco evangelista, San Giovanni evangelista, San Matteo evangelista, San Luca evangelista, Mosè, il profeta Isaia e Salomone. Ai piedi di San Tommaso siedono meditabondi e con i libri chiusi i grandi eretici sconfitti: Nestorio, Averroè e Ario.

Il registro inferiore è una lunga passerella delle Scienze. Queste sono simbolizzate da quattordici figure allegoriche femminili sedute in cattedra e dotate dei rispettivi attributi. Nelle cuspidi delle cattedre sono raffigurati i pianeti che le proteggono. Ciascuna Scienza è accompagnata da un personaggio storico noto per aver incarnato quella scienza a livelli di eccellenza. La serie a sinistra raffigura le Scienze Sacre, con il Diritto civile, il Diritto canonico, la Filosofia, la Sacra Scrittura, la Teologia, la Contemplazione e la Predicazione, associate ad altrettanti personaggi quali Giustiniano, Clemente V, Aristotele, San Girolamo, San Giovanni Damasceno, Dionigi l'Areopagita e Sant'Agostino.

La seconda serie di sette figure femminili interpreta altrettante scienze profane e arti liberali. Insieme alla Geometria con Euclide, all'Astronomia con Tolomeo, alla Dialettica (o Logica) con Papa Giovanni XXI, alla Retorica con Cicerone e alla Grammatica con Prisciano di Cesarea, troviamo Pitagora associato all'Aritmetica mentre la Musica, che suona un organo portatile, viene curiosamente associata ad un fabbro che lavora con incudine e martello e quindi, probabilmente, non si tratta di Iubal ma del fratello Tubalcain…