Ercole al bivio e l'Oratorio di Natale

01.12.2025

Oggi avrebbe ricevuto in regalo l'ultima hit di un famoso rapper, ma nel 1733, Friedrich Christian von Saksen, ricevette in regalo una cantata di Bach.
Per l'undicesimo compleanno del principe ereditario Friedrich Christian von Saksen, figlio di Federico Augusto II, principe elettore di Sassonia e re di Polonia, Bach compose la cantata BWV 213 che è nota come Laßt uns sorgen, laßt uns wachen (Facciamo attenzione, cerchiamo di vegliare), o anche come Die Wahl des Herkules (La scelta di Ercole) e Hercules am Scheidewege (Ercole al bivio).

Il mito di Ercole al bivio deriva da una favola del filosofo greco Prodico di Ceo (V-IV sec. a.C.) giuntaci attraverso il racconto di Senofonte, riportato nei Memorabilia. Nella favola di Prodico, ad un adolescente Ercole, mentre un giorno era seduto chiedendosi se dedicare la sua vita alla virtù o al piacere, appaiono due donne, la prima delle quali si presenta come la Virtù e l'altra come la Voluttà, il Vizio. Entrambe espongono al giovane eroe i vantaggi dell'una e dell'altra scelta di vita, tentando di convincerlo a seguire la strada che ciascuna di esse personifica. La Virtù indica una via fatta di fatica, disciplina e sacrifici che però conduce ad una gloria duratura, onore e stima degli dèi e degli uomini. LA Voluttà è più seducente, offre comodità, piaceri facili e abbondanza, ma senza vero valore, destinata a essere dimenticata.

Il mito è chiaramente una allegoria morale: ognuno, come Ercole, deve scegliere tra la via difficile della disciplina e della virtù, che conduce a risultati duraturi e la via facile del piacere immediato, che può portare alla corruzione e all'inconsistenza.

Un ottimo regalo per un giovane destinato alla carriera politica. Trent'anni più tardi (1763) Friedrich Christian von Sachsen divenne Elettore di Sassonia, ma per brevissimo tempo perché regnò solo 74 giorni a causa della sua morte prematura. Nonostante il regno brevissimo, è ricordato per una concreta azione di risanamento delle finanze dello stato, gravemente compromesse dalla Guerra dei Sette Anni, la scelta di ministri capaci e di tendenza illuminista. Fu una figura rappresentativa del "principe illuminato", considerato un principe pietoso, moderato e colto. Evidentemente, il messaggio della cantata di Bach fece il suo effetto.

Bach la compose a Lipsia su testo di Picander (pseudonimo di Christian Friedrich Henrici che lavorò su molte delle cantate di Bach e sulla Passione di Matteo) e fu eseguita per la per la prima volta il 5 settembre 1733 al Café Zimmermann di Lipsia, "nel giorno del compleanno di Sua Altezza, il Principe Elettore di Sassonia…". Anche la stampa del tempo ne diede l'annuncio, precisando che "il Collegium Musicum di Bach celebrerà il compleanno di Sua Altezza il Principe Elettore con musica solenne dalle quattro alle sei del pomeriggio nei giardini del Caffè Zimmerman".

La cantata utilizza l'argomento mitologico di Ercole per glorificare l'Elettore; la figura di Ercole era spesso usata nel periodo barocco come simbolo del monarca, qui è proiettata sulla persona del giovane principe ereditario che, come Ercole, lo rivela il dio Mercurio nel finale, aveva già scelto la difficile strada della virtù piuttosto che le facili illusioni di una vita licenziosa. Quattro sono le figure mitologiche o allegoriche affidate ai solisti vocali: Voluttà (soprano), Ercole (contralto), Virtù (tenore), Mercurio (basso); un Consiglio degli Dei e un coro di Muse appaiono nel primo e nell'ultimo movimento. La cantata ha per sottotitolo "Dramma per musica", presenta infatti gli aspetti drammatici legati all'opera seria, il contrasto tra Vizio e Virtù, ciascuno dei quali vuole rivendicare per sè il giovane eroe.

La cantata comprende tredici movimenti con alternanza di recitativi e arie racchiusi tra due cori.

La partitura di Bach, sopravvive in originale, è scritta per un ensemble strumentale composto da due corni, due oboi, oboe d'amore, archi e basso continuo (clavicembalo, contrabbasso e fagotto).

Il coro di apertura e un'aria si ritrovano pari pari o con qualche lieve modifica anche nell'Oratorio di Natale (BWV 248) composto l'anno successivo sempre a Lipsia.

Riutilizzare del materiale in una composizione diversa potrebbe sembrare una contraffazione, una truffa anche se si tratta di auto-plagio. Ancor più scandaloso per la nostra sensibilità se si considera l'utilizzo di una cantata secolare ("profana") in un contesto liturgico e in ambientazione sacra anche se con un testo diverso. Una discussione che si rinnova ogni volta che si tratta di cantare o meno l'Ave Maria di Schubert al matrimonio (un tema che magari riprenderò in altro intervento…)

In realtà siamo di fronte all'utilizzo del genere letterario ed artistico della parodia, un esercizio retorico tutt'altro che insolita all'epoca e più volte utilizzato da Bach. Un panegirico per un sovrano poteva diventare benissimo un canto di lode alla gloria di Dio. E il richiamo musicale poteva funzionare di reciproco richiamo tra la dimensione religiosa della regalità e la dimensione regale della divinità. Non si celebra anche nella liturgia cattolica la festa di Cristo Re?

In foto: Ercole al bivio, dipinto realizzato, tra il 1595 e 1596 circa, da Annibale Carracci.

Guida all'ascolto

Esecuzione dell'Amsterdam Baroque Orchestra & Choir - Ton Koopman 


Il coro iniziale Lasst uns sorgen, lasst uns wachen (Preoccupiamoci, vegliamo su nostro figlio degli dei) introduce un'atmosfera gioiosa e pastorale; le divinità rendono omaggio al giovane Ercole e promettono che il suo regno sulla terra sarà radioso e splendente. L'accompagnamento strumentale ha l'andamento di una ninna nanna.

Nel successivo Recitativo Ercole chiede dove si trova il percorso corretto verso la gloria, la virtù e la grandiosità. Gli risponde la Voluttà con un'Aria dalla melodia molto elaborata e lo invita a coltivare il riposo e a gustare i piaceri di un cuore ardente d'amore. Segue un Recitativo in cui la Voluttà lo esorta ulteriormente a seguirla ma è interrotta dalla Virtù che sollecita Ercole ad avviarsi sulla strada dell'impegno e della diligenza per elevare lo spirito.
Nell'Aria seguente, con effetti di eco tra voce e strumenti, Ercole si rivolge all'"Eco fedele di questo luogo" e gli chiede se sarà sviato dalle parole lusinghiere.
Nel Recitativo che segue Virtù dichiara Ercole l'eroe di cui ha fiducia e nell'Aria successiva giura che sarà elevato alle stelle come un'aquila. Nell'ulteriore Recitativo, Aria e Duetto Ercole dichiara devozione alla Virtù.
Mercurio (basso) fa la connessione tra Ercole e il giovane principe Friedrich; il coro delle Muse proclama la gioia della gente mentre il basso si rivolge direttamente al principe ereditario: "Degno della tua virtù/Lo splendore è pronto/E il tempo/È ansioso di apparire:/Sbrigati, mio Friedrich, ti sta aspettando".